Negli ultimi anni l’accessibilità digitale è passata da semplice “best practice” a tema sempre più centrale per aziende, e-commerce, servizi online e organizzazioni pubbliche.
Con la crescita delle normative europee e dell’attenzione verso inclusione e usabilità, avere un sito non accessibile può creare problemi concreti sia dal punto di vista tecnico che commerciale.
Il rischio più sottovalutato: perdere utenti
Prima ancora delle normative, esiste un problema molto concreto: gli utenti che non riescono a usare il sito.
- form difficili da compilare;
- checkout non utilizzabili;
- menu complessi;
- contrasto insufficiente;
- popup invasivi;
- pulsanti troppo piccoli su mobile.
Ogni barriera digitale può tradursi in abbandono del sito, perdita di contatti o mancati acquisti.
Un sito difficile da usare può danneggiare direttamente il business
Molti utenti non segnalano il problema: semplicemente abbandonano il sito e scelgono un concorrente più semplice da usare.
European Accessibility Act: perché molte aziende stanno iniziando ad adeguarsi
L’European Accessibility Act ha aumentato l’attenzione sull’accessibilità dei servizi digitali rivolti ai consumatori europei.
E-commerce, piattaforme online, servizi digitali e molte interfacce web stanno iniziando a valutare accessibilità, usabilità e conformità tecnica.
In particolare vengono analizzati:
- carrelli e checkout;
- prenotazioni online;
- form e aree riservate;
- accessibilità mobile;
- compatibilità tastiera e screen reader.
Possibili segnalazioni e richieste di adeguamento
Un sito non accessibile può generare segnalazioni da parte degli utenti, richieste di supporto o contestazioni relative all’utilizzo del servizio.
Questo accade soprattutto quando:
- non è possibile completare un acquisto;
- un modulo non funziona da tastiera;
- il sito è illeggibile;
- i contenuti non sono accessibili a tecnologie assistive.
In alcuni casi le criticità di accessibilità possono trasformarsi in contestazioni formali, richieste di adeguamento o danni reputazionali per l’azienda.
Il danno reputazionale
L’accessibilità oggi è anche un tema di immagine e credibilità.
Un sito percepito come poco inclusivo o difficile da usare può trasmettere scarsa attenzione verso utenti, clienti e qualità del servizio.
- esperienza utente negativa;
- recensioni negative;
- abbandono del sito;
- perdita di fiducia nel brand;
- riduzione delle conversioni.
Le sanzioni esistono?
Nei casi previsti dalla normativa applicabile possono esistere richieste di adeguamento e possibili sanzioni. L’importo e le modalità dipendono dal contesto normativo e dal tipo di servizio digitale coinvolto.
Per questo motivo molte aziende stanno iniziando a verificare:
- stato reale di accessibilità;
- criticità WCAG;
- compatibilità mobile;
- percorsi di acquisto;
- conformità dei componenti interattivi.
Il problema dei falsi “siti accessibili”
Molti siti mostrano un semplice widget di accessibilità senza aver corretto realmente i problemi strutturali.
Un widget può aiutare l’esperienza utente, ma da solo non garantisce automaticamente la conformità WCAG o l’assenza di criticità.
Come ridurre i rischi
Il modo migliore per ridurre rischi tecnici e normativi è iniziare un percorso graduale di miglioramento:
- test preliminare del sito;
- analisi delle criticità principali;
- miglioramento progressivo;
- installazione di strumenti di supporto accessibilità;
- controlli periodici.
Verifica ora il livello di accessibilità del tuo sito
Un controllo preliminare può aiutarti a individuare criticità tecniche, problemi WCAG e possibili aree di rischio prima che diventino un problema reale.